La storia

(articolo di Gaetano Basile)

 

Quando s’inaugurò l’ippodromo della Favorita di Palermo, nel dicembre del 1953, Elisabetta II d’Inghilterra era regina da un anno, re Faruk d’Egitto deposto dal generale Neguib, s’era rifugiato a Roma e seguiva il galoppo a Capannelle. L’elenco degli abbonati al telefono di tutta la Sicilia aveva 133 pagine; nei cinema trionfavano “Pane, amore e fantasia” di Comencini, “I vitelloni” di Fellini, e il grande Jean Gabin di “Grisbi”.

Non erano una novità le corse dei cavalli che già dalla metà dell’Ottocento si svolgevano in un ippodromo a cui si accedeva da via Serradifalco: galoppo, naturalmente, follia di aristocratici proprietari. Nei primi del Novecento, al parco borbonico della Favorita, si cominciò a far correre cavalli su una pista che aveva al centro il campo ostacoli. Nel marzo del 1907 si affrontarono, per la prima volta in una gara di trotto,  le scuderie napoletane di  Tamberi e Gargiulo. Belle Kuser femmina baio si aggiudicò la bella somma di 800 lire !

Il risveglio dell’ippica a Palermo si ebbe alla fine della guerra. L’inaugurazione del 1953 anticipò il boom economico simbolicamente rappresentato dalla Fiat 600 del 1955 e dalla tivvù del 1956. L’ippica decretò il trionfo del bello: un impianto funzionale celato nel verde del parco con la bella parete di dolomia rosa del Monte Pellegrino a fare da scenografica quinta. E pure un raffinato affresco di Amorelli ad accogliere il pubblico.

280.000 metri quadrati di ippodromo, di cui 30.000 destinati al pubblico, 100.000 alla pista da corsa e a quella d’allenamento, 90.000 alla zona scuderie,  altri 60.000 variamente utilizzati. La pista di 1000 metri, a un metro dalla corda interna, con una larghezza massima e minima di 25 metri. Il manto sabbioso di due centimetri e mezzo; la pista di allenamento di 800 metri, a un metro dalla corda interna, nella stessa area della pista da corsa.

Un adeguato circuito di telecamere riprende interamente ogni corsa trasmessa attraverso decine di monitor agli appassionati. Tribune e parterre sono in grado di ospitare oltre 7000 spettatori; curatissimo il verde costituito da essenze indigene e tropicali.

A parte le caratteristiche tecniche e ambientali, l’ippodromo palermitano è l’unico al mondo con ingresso libero ed esibisce fieramente l’assenza di qualsiasi forma di pubblicità. Rende felici gli ambientalisti, sicuramente, ma pure coloro che amano trascorrere una giornata all’aria aperta, fra il verde, immersi in uno scenario a cui non siamo più abituati ora che pubblicità, con colori da circo, ha invaso stadi, impianti sportivi d’ogni genere e pure quei pezzi di città in cui si montano effimeri starter e traguardi. Nel nostro ippodromo solo natura, rumori di zoccoli, nitriti, urla d’incoraggiamento, di gioia o di delusione. Cose tutte che attengono all’animo umano.

 

Gaetano Basile